L’uso narrativo del font

Nei vari post pubblicati sui caratteri della stampa abbiamo visto come i font abbiano un particolare carattere e possano incidere non solo sulla leggibilità di un testo ma anche sulle sue caratteristiche emotive e simboliche.

Oggi vorrei mostrarvi come si possa utilizzare il carattere a fini narrativi e l’esempio lo prendo dall’ultimo libro di Umberto Eco Il cimitero di Praga. In questo romanzo l’utilizzo di tre diversi font serve ad identificare tre personaggi che si alternano lungo lo svolgersi del romanzo: il Narratore, caratterizzato da un font graziato in grasseto; il protagonista, Simone Simonini, font graziato in stile normale; l’abate Dalla Piccola, font senza grazie. Diventa molto facile per il lettore capire, anche senza leggere, a quale personaggio appartiene la pagina scritta. A spingersi nell’interpretazione del carattere, potrei dire che l’opposizione tra carattere con grazie e senza grazie fornisce delle ulteriori connotazioni ai personaggi, ma mi fermo qui, lasciando a voi la libertà di interpretare questi dettagli, consigliandovi, se posso, la lettura di questo interessante – e per certi versi molto attuale – romanzo.

Nella foto soto il carattere in grassetto e il carattere normale usati per identificare due personaggi del romanzo.

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