Il libro doppio

Viene considerato il capolavoro di Dimitris Chatzìs (1913-1981), scrittore greco, autore di Fuoco (1946, romanzo che gli ha dato la notorietà), e della raccolta di racconti La fine della nostra piccola città (1963).
Perché vi consiglio questo romanzo? Essenzialmente per la strategia narrativa che mette in sinergia il protagonista – Kostas, uomo di fatica della Autel, fabbrica tedesca di lampadine – e lo scrittore, a cui spesso nel romanzo Kostas si rivolge in prima persona. Grazie a questo espediente, che crea interesse e curiosità nella narrazione, Chatzìs riesce a portare avanti un racconto sulla vita del greco Kostas, prima impiegato presso una segheria greca e in seguito emigrato in Germania. Pensieri, emozioni, amori si susseguono di pagina in pagina, riuscendo a raccontare le aspirazioni e le paure di una generazioni di greci che ha vissuto la guerra nazi-fascista.

Il Libro doppio, quello della vita vissuta in presa diretta e quello della vita che viene scritta, è un classico della letteratura greca del Novecento. Lo sdoppiamento dell’autore, che anela a una fusione impossibile con la vicenda di Kostas, operaio greco emigrato in Germania, è la metafora dell.impossibilità di trasformare la vita in arte ma anche della necessità che ha l’arte di diventare vita. Il risultato di questa dialettica è il documento, toccante e umano, delle contraddizioni di un’epoca. (dalla quarta di copertina)

Chatzìz, Dimitris, Il libro doppio, Crocetti Editore, Milano 2010, pagg. 178

Il libro doppio

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