La morfologia della fiaba

Nella scrittura creativa o comunque nella scrittura di un romanzo o di un racconto è utile conoscere quelle che possono essere le strutture narrative comuni a uno o più generi. La loro conoscenza ci permette di scrivere in maniera più consapevole, a volte superando gli stessi schemi classici per crearne di nuovi o di diversi. In questo post e in quelli che seguiranno cercherò di trattare questo complesso argomento nel modo più chiaro possibile, sperando di riuscire a darvi gli strumenti per poi procedere per vostro conto nell’approfondire le tematiche a voi più care.

Parto da lontano. Siamo nel 1928 quando a Leningrado esce Morfologia della fiaba, di Vladimir Propp – testo che uscirà in Italia solo nel 1966 per i tipi dell’Einaudi e che influenzerà tutti gli studi sullo strutturalismo. L’idea di Propp è che tutte le fiabe presentino una stessa struttura narrativa e che ci siano dei personaggi che svolgano delle precise funzioni in rapporto allo sviluppo del racconto. Propp individua così 31 funzioni: allontanemento, divieto, infrazione, investigazione, delazione, tranello, connivenza, danneggiamento o mancanza, mediazione, inizio della reazione, partenza, prima funzione del donatore, reazione dell’eroe, acquisizione dell’oggetto magico, trasferimento, lotta, marchiatura, vittoria, rimozione, ritorno, persecuzione, salvataggio, arrivo in incognito, pretese infondate, prova, soluzione, identificazione, smascheramento, trasfigurazione, punizione, matrimonio.
Oltre alle funzioni Propp individua anche dei personaggi ricorrenti:
1. l’eroe: il protagonista della storia;
2. l’antagonista: che si oppone all’eroe;
3. l’antieroe o falso eroe: che cerca di spacciarsi per l’eroe vero;
4. il mandante: che spinge l’eroe ad affrontare la sua missione;
5. il donatore: che offre un dono magico all’eroe, dono che gli servirà per sconfiggere l’antagonista;
6. l’aiutante: uno o più personaggi che aiutano l’eroe a portare a termine la sua missione;
7. la principessa – il personaggio cercato – e il re.

Propp mise inoltre in luce come tutte le fiabe partano da una situazione di mancanza causata da una rottura dell’equilibrio iniziale, e giungano infine alla ricomposizione dell’equilibrio.

In seguito A.J. Greimas, rappresentante della scuola di semiotica generativa francese, andrà ulteriormente a sintetizzare queste funzioni presentandone quattro:
1. Manipolazione (funzione contrattuale)
2. Competenza (prova qualificante)
3. Performanza (prova principale)
4. Sanzione (prova glorificante)

A livello di significazione minima lo svolgimento di una storia vede il passaggio del Soggetto dalla disgiunzione alla congiunzione con un Oggetto di Valore, secondo la formula canonica:

Dove S = soggetto; Ov = Oggetto di Valore; U = disgiunto
Ma di questo parleremo nel prossimo post.

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