La generazione del senso

Il modello semiotico di Greimas viene definito come modello della generazione del senso. Partendo da un sistema minimo di significazione si passa per varie fasi alla generazione e alla costruzione della storia nella sua interezza. Questo modello serve, più che a costruire, ad analizzare e de-costruire il testo (dove intendiamo il termine “testo” nell’accezione di J. Lotman: un testo può essere un romanzo, ma anche un film, un’opera teatrale, un’opera d’arte, ecc.). Nel dover affrontare la scrittura è molto utile conoscere le basi della struttura di un romanzo o di un testo artistico: non solo possiamo capire come funziona la trama, ma possiamo riproporre degli schemi classici variandoli in funzione del nostro racconto.

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati nel post precedente, cioè le quattro fasi strutturali.

1. Manipolazione (funzione contrattuale)
Dopo una rottura con l’ordine costituito, diviene necessario per l’eroe riportare tutto a com’era prima. In questa fase si svolge una funzione contrattuale tra uno o più soggetti e l’eroe, che viene convinto ad accettare la missione. L’eroe può essere convinto in quattro diverse modalità:
a. con una promessa;
b. con una minaccia;
c. con la seduzione;
d. con la provocazione.

2. Competenza (prova qualificante)

A questo punto l’Eroe inizia la sua missione, ma per portarla a compimento ha bisogno di ottenere delle competenze (prove qualificanti). Se il romanzo è ambientato nel Medievo avrà bisogno di una certa arma o di una certa pietra magica, se invece si tratta di un romanzo poliziesco l’Eroe dovrà trovare degli indizi, in un romanzo sentimentale l’eroe dovrà ottenere la fiducia di certe persone, e via di seguito, gli esempi sono moltissimi. A seconda del suo gusto e delle sue necessità lo scrittore può dilatare o restringere la fase della competenza – così come anche le altre fasi – imponendo, ad esempio, diverse prove superate le quali l’eroe ha sempre più nuove competenze per affrontare la prova finale.
Nella fase della competenza l’eroe deve acquisire un equipaggiamento modale: volere, dovere, sapere, potere. L’eroe, ad esempio, vuole e deve (modalità virtualizzanti) ricongiungersi con il suo oggetto di valore, ma per farlo deve saper e poter fare delle azioni (liberare i suoi compagni perché lo aiutino, entrare in possesso di una particolare arma che gli permette di sconfiggere il nemico, e via di seguito – sapere e poter fare sono modalità dette attualizzanti). Le modalità possono essere anche incompatibili tra loro e l’eroe in alcuni casi deve combattere prima di tutto contro se stesso.

3. Performanza (prova principale)
Una volta acquisiti tutti gli strumenti necessari, si passa alla vera e propria performanza, cioè il momento propriamente detto dell’azione, quando l’eroe trasforma lo stato delle cose e compie l’azione stabilita nella fase del contratto: fa essere o fa accadere una cosa.

4. Sanzione (prova glorificante)
La sanzione, o prova glorificante, esaurisce la storia, ci dà il lieto – in alcuni casi anche il cattivo – fine. L’operato dell’Eroe viene giudicato e sanzionato. Sconfigge il nemico, conquista l’amore di una donna, riesce a vincere un’importante competizione, e via di seguito.

Questa struttura minima trova applicazione in tutti i testi e in tutti i possibili generi, dal romanzo d’azione, al romanzo sentimentale. Il sistema di significazione minimo pone come punto di partenza la disgiunzione da un oggetto di valore per arrivare alla congiunzione con quest’ultimo. Naturalmente tutto quello che sta in mezzo è di fondamentale importanza nel determinare la riuscita stilistica del testo. Dallo stile di scrittura, all’intreccio, alla definizione dei personaggi, dei luoghi e delle situazioni.

Nei prossimi post cercheremo di trattare i successivi stadi della scrittura di un testo artistico.

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