I personaggi nella narrazione

Creare uno o più personaggi è un lavoro di particolare importanza ai fini della riuscita della storia. Un personaggio può essere non solo una persona, ma anche un’animale o un oggetto. E il lettore, solitamente, si innamora del personaggio. Dunque vale la pena lavorarci con cura, valutandone ogni aspetto del carattere, ogni suo particolare segno fisico, la maniera in cui si veste e come si comporta. Ricordate, per esempio, il tenente Colombo?

Una differenza importante è quella tra personaggi piatti e personaggi ben modellati. A volte non c’è bisogno di aggiungere particolari su personaggi o figure che il lettore conosce bene per “luogo comune”. Per intenderci il personaggio piatto è quello che ha un solo carattere ben definito: è il Buono, il Cattivo, il Furbo, l’Infedele, ecc. Questo tipo di personaggi si ritrovano in ogni genere narrativo anche se li si incontra soprattutto nella narrativa per l’infanzia e per i bambini, dove lo schematismo dicotomico tra bene e male serve per fornire al bambino una netta visione del mondo.

Il personaggio ben modellato, o a tutto tondo, che solitamente si presta ad avere il ruolo di protagonista, ha una psicologia complessa: non è del tutto Buono, né del tutto Cattivo, ha un carattere complesso, verosimile al carattere che potrebbe avere una persona reale. In questo modo non solo è suscettibile di sviluppi narrativi complessi, ma facilita una identificazione da parte del lettore.

Oltre al protagonista, nel testo possiamo avere altri personaggi di notevole importanza, come l’antagonista e l’aiutante. Anche per questi personaggi vale la pena di studiare a tavolino le loro caratteristiche. Un personaggio ben riuscito è un personaggio che viene ricordato facilmente dal lettore, che spesso se ne innamora e non vuole più abbandonare – avete visto il film Misery non deve morire, tratto dall’omonimo libro di Stephen King? Cosa si farebbe per non vedere morire il proprio eroe?

Questa voce è stata pubblicata in Scrivere, Strutture narrative e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a I personaggi nella narrazione

  1. Michela ha detto:

    Ciao,
    No, non ho visto il film, ma ho letto diverse volte il libro🙂
    Hai ragione quando dici che i personaggi a tutto tondo fanno innamorare il lettore.
    Però c’è da dire che quelli piatti hanno il pregio di essere inquadrati al volo, il che è utile nel caso di un personaggio minore sul quale non vuoi sprecare troppe parole. Suggerisci uno stereotipo e il gioco è fatto, il lettore sa già di cosa si parla senza bisogno di farla troppo lunga.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...