7 regole per scrivere un libro sulla propria vita

Scrivere il libro della propria vitaScrivere un libro sulla propria vita è il sogno di molte persone. Non solo scrittori, ma anche professionisti, artisti, insegnanti e gente comune che decide di lanciarsi in questa grande avventura. Pochi, alla fine, riusciranno a coronare il sogno di scrivere il libro sulla propria vita e vederlo pubblicato, ma quelli che ce la faranno (magari attraverso un servizio di self publishing come il nostro), si toglieranno una soddisfazione enorme e chissà, forse conquisteranno il cuore di milioni di lettori. Per aiutare i frequentatori del nostro blog a realizzare questo ambizioso obiettivo, noi di Tecnografica Rossi abbiamo deciso di preparare una lista con le regole per scrivere un libro sulla propria vita. 7 punti da stampare e tenere a mente, che speriamo possano indirizzarvi sulla strada giusta. Cominciamo!

1) LEGGERE TANTE BIOGRAFIE, NON SOLO DI SUCCESSO

Se la regola per scrivere bene è leggere molto, la regola per scrivere un libro sulla propria vita è leggere molte biografie. Non solo i classici best seller di autori famosi, scritti spesso da ghost writer per conto di sportivi, politici o personalità del mondo dello spettacolo, ma anche libri meno popolari, o addirittura biografie di persone inventate (a questo proposito esiste un intero filone letterario).

2) DIRE LA VERITA’, TUTTA LA VERITA’, NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’

Per quanto esagerato possa sembrare, dire la verità è il solo modo per essere sinceri e trasmettere a chi legge sensazioni ed emozioni che lasciano una traccia profonda nell’animo. Inutile mentire, se non per ragioni narrative, meglio esporre i contenuti della propria vita senza veli, come fossimo davanti a un registratore portatile.

3) PROGETTARE UNA TRAMA CHE ABBIA UN CAPO E UNA CODA

Scrivere il libro sulla propria vita non vuol dire trasferire su carta gli avvenimenti dalla nascita ai giorni nostri. Nonostante la libertà che si ha nel parlare di se stessi, occorre mantenere alto l’interesse di chi legge progettando con cura la trama e la successione degli eventi. Solo così potremo sperare di inchiodare il lettore sul divano!

4) RIDURRE OGNI SINGOLO EPISODIO ALL’ESSENZIALE

Quando si scrive un libro sulla propria vita la tentazione potrebbe essere quella di raccontare per filo e per segno le varie tappe e le vicende che ci appaiono più significative. In questo modo però, rischiamo di essere prolissi e fornire troppe informazioni, molte delle quali superflue. Per quanto difficile, occorre essere impietosi e scartare, scartare e scartare ancora, finché non rimane l’essenziale.

5) FORNIRE UN PUNTO DI VISTA ORIGINALE E COERENTE

Uno dei segreti delle biografie più riuscite è il punto di vista di chi scrive. Pensiamo ai tanti racconti e romanzi di Bukowski, autore dallo stile inconfondibile, che ha saputo firmare capolavori indimenticabili basati in buona parte su esperienze personali nell’ambito lavorativo e sentimentale. Un maestro della narrativa americana del ‘900, spesso imitato ma ancora oggi mai eguagliato.

6) RIVEDERE LA BOZZA A DISTANZA DI ALMENO 3 MESI

Una volta adottati i primi 5 consigli per scrivere il libro sulla propria vita, è tempo di passare all’azione, copiare gli appunti, sistemare il manoscritto e rivedere la bozza a distanza di un periodo di tempo pari ad almeno 3 mesi. Questo intervallo ci permetterà di rileggere quanto scritto con occhio critico, “a freddo”, notando errori, discrepanze e punti da migliorare che altrimenti non avremmo individuato.

7) CHIEDERE A PERFETTI SCONOSCIUTI DI LEGGERE LA BIOGRAFIA

Bene, ci siamo quasi! È il momento di far leggere il libro ad altre persone, ad esempio autori come noi, agenti letterari, critici o professionisti dell’editoria. Queste figure sono in grado di apportare gli ultimi ritocchi alla biografia e trasformarla in un capolavoro letterario. Per gli amici e i parenti, va bene farlo leggere anche a loro, ma non aspettiamoci un giudizio onesto né tanto meno professionale. Non resta che rimboccarsi le maniche e cominciare a scrivere!

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