Perché scrivere libri per bambini piccoli conviene

Scrivere libri per bambini conviene208,6 milioni di euro di fatturato a fronte di 5.219 titoli pubblicati. Sono forse questi 2 numeri segnalati dall’Ufficio studi AIE (Associazione Italiana Editori) per l’anno 2013 la prova migliore del perché scrivere libri per bambini piccoli (ma anche ragazzi) convenga. Se dividiamo il fatturato ci renderemo conto che ogni libro frutta in media 40.000 euro di incasso lordo, con oscillazioni che vanno da diverse centinaia di migliaia di euro per i best seller a poche migliaia per i meno venduti. Niente male, visto e considerato che il mercato dei libri per adulti è al palo da diversi anni e che nello stesso 2013, secondo dati Istat, solo il 41% degli italiani aveva letto almeno un libro. Come dire: 6 italiani su 10 non leggono!

La situazione appare più rosea per il mercato dei bambini piccoli e dei ragazzi. Secondo l’Istat – sempre se prendiamo come riferimento il 2013 – per la fascia 2-5 anni si arriva al 63,3% di lettori, per quella 6-10 al 44,6%, per quella 11-14 anni al 53,5%, per quella 15-17 anni al 51,1%. A parte leggere variazioni da un anno all’altro, è chiaro che la pubblicazione e quindi la scrittura di libri per bambini e ragazzi sia un buon investimento per tutti, società inclusa. Non è detto che poi gli stessi lettori rimarranno tali una volta diventati adulti, ma resta la certezza di un mercato fertile, dove esiste ancora lo spazio per sperimentare e dove, come dichiarato da Pietro Corraini della Corraini Edizioni, le logiche di marketing che governano spesso le decisioni di molti degli editori “per adulti” pesano meno.

COME SCRIVERE (E PUBBLICARE) UN LIBRO PER BAMBINI O RAGAZZI

A proposito di scrittura di libri per bambini o ragazzi si trovano decine di articoli con tanti consigli da parte di esperti, autori o semplici blogger. Inutile dire che occorre innanzitutto fiondarsi in libreria o in biblioteca e fare scorta di opere di successo per capire e studiare i punti di forza. Dopodiché bisogna partorire un’idea vincente, trovando un personaggio o una storia semplici ma al tempo stesso stimolanti per i piccoli lettori. Parlando invece di pubblicazione, le scelte principali sono due: pubblicare un libro senza editore (il cosiddetto self puslishing) o cercare di piazzare il libro in qualche casa editrice. In entrambi i casi pro e contro non mancano e non è detto che una soluzione sia per forza meglio dell’altra. Se brancolate nel buio, potete cominciare dai nostri 5 suggerimenti su come scrivere il titolo di un libro! Al lavoro, i vostri lettori vi stanno già aspettando!

 

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