I mille guadagni di uno scrittore

I mille guadagni di uno scrittoreIl mito dello scrittore che guadagna tanti soldi e fa la bella vita è purtroppo solo un mito. La verità, ieri come oggi, è che uno scrittore deve campare grazie a tanti guadagni diversi, non per forza legati alla vendita di libri. A dirlo sono diverse ricerche condotte sia in Italia sia all’estero. La situazione appare infatti trasversale, tanto a livello geografico quanto dal punto di vista dell’approccio alla scrittura. Che siano autori self-published come quelli che scelgono la nostra tipografia online  o autori pubblicati da una casa editrice, che siano in Italia o negli Stati Uniti (o in Africa, o in qualsiasi altra parte del mondo), la stragrande maggioranza di scrittori riesce a malapena a sopravvivere. Questo se consideriamo solo gli introiti derivanti dalle vendite di libri, con percentuali basse per autori affermati e ancora più basse per autori esordienti. Come guadagnano dunque gli “scrittori”?

La risposta richiederebbe un trattato. C’è chi sceglie lavori attinenti al campo letterario o quantomeno narrativo, come il bibliotecario, il dipendente di una libreria o di una casa editrice, o ancora il correttore di bozze, l’articolista, il copywriter. C’è chi opta per fare il giornalista, un mestiere che ha rappresentato per molti anni la principale fonte di sostentamento di numerosi scrittori, da Hemingway a Terzani, da Giorgio Bocca a Dino Buzzati. Ma c’è anche chi della scrittura se ne infiaschia, accontentandosi di lavoretti saltuari. Impossibile a questo proposito non citare Bukowski e le sue mille esperienze lavorative, raccontate con spietato cinismo in uno dei suoi libri più famosi e divertenti: Factotum. Un caso che dimostra come sporcarsi le mani non sia per forza una perdita di tempo, vedi, oltre a Bukowski, il celebre Jack London, a cui si aggiunge una lunga lista di autori, registi, pittori, ecc… divenuti nel tempo vere e proprie leggende.

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I CORSI DI SCRITTURA CREATIVA: DA BARICCO A LUCARELLI

Da una cinquantina d’anni a questa parte, prima in America e poi soprattutto in Europa, lo scrittore ha avuto anche un’altra chance per guadagnare qualche soldo. Stiamo parlando del ruolo di insegnante o collaboratore nei cosiddetti “corsi di scrittura creativa”. Pensiamo ad esempio a David Foster Wallace, o prima di lui a Kurt Vannegut, ma pensiamo anche a scrittori nostrani più o meno conosciuti come Baricco, Lucarelli, Giulio Mozzi, Davide Longo, Dario Voltolini e altri… Un corso di scrittura creativa è senza dubbio una fonte di guadagno da non sottovalutare, in primo luogo per la quota di partecipazione (spesso e volentieri sostanziosa) e in seconda battuta per le vendite di libri a chi il corso lo frequenta. Un guadagno relativamente facile, che se per alcuni è solo un modo per arrotondare, per scrittori mediocri diventa una vera manna dal cielo.

 

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